sabato 5 luglio 2008

Rimpiango le piantine grasse

Ci sono tante occasioni, un'infinità. A volte si ha la fortuna (o il merito) di avere uno sguardo creativo e di riuscire a vederle.
Se quello sguardo non c'è pazienza. Ma è peccato perdere l'occasione dopo averla vista.

Come le piantine grasse del terrazzo di Caterina: le ho lasciate tutte là dopo aver pensato di prenderne qualche rametto e portarlo qua e moltiplicarle.
Per pigrizia, per malessere, per inerzia. Ho ceduto allo status quo. E invece ora potrei avere nei miei vasi tante piccole foglie panciute e pelosette.

venerdì 4 luglio 2008

Al momento debito

Una telefonata può metterci tanto tempo ad arrivare... Anche due anni.

Due anni fa, nella dolcezza inaspettata di un'estate milanese, conosco Paride.
Ci troviamo seduti vicini sui gradini di San Lorenzo e così, come se fosse da sempre, iniziamo a parlare.
Mentre mi racconta della sua famiglia dai nomi strani guardo le sue belle mani che si muovono.
Quel ragazzo mi piace. Subito.
Parliamo di cose banali in un modo superbo. Ci salutiamo.

Qualche sera dopo lo incontro di nuovo. Da una panchina lo chiamo, lui mi vede, torna indietro e ricominciamo a parlare.

Mi accompagna a casa e gli do il mio numero. Spero che mi telefoni, ma il tempo passa e la chiamata non arriva. Con la bici percorro in lungo e in largo la zona delle colonne sperando di rincontrarlo. Tante volte ho l'impressione di vederlo, poi pian piano l'occhio perde l'abitudine e io perdo il ricordo, e nel flusso dimentico anche il suo nome.

Fino a oggi. Il giorno in cui ricevo una sua telefonata.

C'è chi ci mette due mesi prima di cercarti, e chi ci mette due anni.

A ciascuno i suoi tempi.

giovedì 3 luglio 2008

Cucinamare

Oggi ho fatto le melanzane alla parmiggiana, tipico piatto estivo.
Ce ne siamo mangiati una teglia intera in tre.

In cucina è come in amore: quando smetti di avere paura, tutto diventa buono.

mercoledì 2 luglio 2008

Sincronie

Stasera sono uscita e ho fatto 7 incontri casuali. Dico... 7!! Praticamente volevo star fuori un'oretta e invece è da 2 ore e mezzo che sono in giro.
Mi chiedo... perché?

In stazione in partenza per l'Elba mi siedo di fronte a un ragazzo pakistano che inizia a parlarmi e mi dice: "appena ti ho visto ho pensato che sei uguale a una mia parente. Se vai in Pakistan nessuno pensa che sei europea".

All'Elba nel magico eremo di S.Caterina conosco Dario, a un certo punto mi guarda e mi dice "tu hai un viso etrusco, non so se sono i capelli o gli occhi ma hai proprio un profilo orientale".

Al cimitero di San Piero all'Elba, cammino con Caterina fra le lapidi. Passa una signora, forse la guardiana del cimitero o forse un angelo, e mi dice: "oh che bella ragazza, sembra un'orientale".

Mi chiedo... perchè?

martedì 1 luglio 2008

Faccio finta che sia per me

"Follemente!

Il tuo cuore ferito
di lince appenninica
risale le vette più alte
e giunta alle sorgenti soavi,
scavi follemente di sotto
la terra, con unghiate veloci
a seppellir miti carcasse.

Ora che l'odore di te è svanito
da ogni estremo lembo,
vittima dei bruni capelli lui,
rialza improvviso il capo
tornando alla vita
semplice che fu, tutta la sua vita."

F.
http://www.revista.barcelonareview.com/08/fc.html

Amo un marinaio

Da te ho imparato a non fare benzina al Q8.
Da te ho imparato a lasciare gli occhiali da sole in macchina.

Da te sto imparando che il valore supremo della libertà trascende perfino l'amore.

Sul pontile

-perchè ridi?-
-non sei più abituata al mio sorriso? io sorrido sempre-

non è esatto dire che non sono più abituata al tuo sorriso. la verità
è che io non mi sono mai abituata al tuo sorriso, e non mi abituerò
mai.

ogni volta che vedo il tuo sorriso lo vedo per la prima volta.

e ogni volta che lo vedo di nuovo per la prima volta è una vista che
mi lascia senza parole. ogni volta che guardo il tuo sorriso smetto di
respirare e ci entro come ci si tuffa nel mare.