martedì 8 aprile 2008

Così mi sento nuda

La serrata serie di gocce bianche e arcobaleno si è slabbrata, allargata, deformata.
Il vuoto ha preso il posto dell'elastico e ciò che prima aderiva perfetto al mio polso ora scivola lontano spinto dalla gravità...
La costellazione che ornava il mio braccio obbedisce adesso a forze centrifughe, non più centripete.
Quanto è durato? Il tempo di un sistema solare... Che desolazione vederlo finire.

E' la stella che diventa buco nero... Prima di tornare stella.

Ogni fine è solo mutamento. Ma noi percepiamo la mancanza della forma vecchia piuttosto che il miracolo della forma nuova. Perché?

Granelli di Luce da gioiello a rosario. E io rimpiango il gioiello.

"Con la riga dell’orizzonte in cielo
ci farò un bracciale di regina…"
M. Gazzè

lunedì 7 aprile 2008

Vi ho mandato solo Angeli

"So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!"
annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori.
"Voglio saper perdonare.
Voglio fare Esperienza in questo modo."

"C'è una cosa però che dovresti sapere." rispose Dio.
"Non c'è nessuno da perdonare.
Tutto ciò che ho creato è perfetto.
Non esiste anima che sia meno perfetta di te."

"Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò!
Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona.
Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso."

La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa si prova
a essere tristi.

Ma un'Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse:
"Non te la prendere, io ti aiuterò."
"Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?"
"Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!"
"Tu puoi…"
"Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa
che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza."

"Ma perchè? Per quale motivo?" chiese la Piccola Anima.
"Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità
così grande da creare una Luce tanto splendente
da impedirmi quasi di guardarti!
Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni
fino a offuscarle? Che cosa potrebbe spingere te
-che sei in grado di danzare in cima alle stelle
e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero-
a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere
questo atto malvagio?"

"E' semplice", spiegò l'Anima Amica, "perchè ti voglio bene."
Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
"Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.
Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?
Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico,
abbiamo ballato.
Abbiamo giocato per tutto l'arco del tempo e in molti luoghi.
Solo che non te ne rammenti.

"Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu',
la Sinistra e la Destra, il Qui e il La', l'Adesso e il Poi;
e anche maschio e femmina, bene e male:
siamo ambedue stati la vittima e l'oppressore.
Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato;
e ognuno ha offerto all'altro l'esatta e perfetta opportunità
di esprimersi e di fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà."

"E quindi", continuò a spiegare l'Anima Amica,
"io verrò nella tua prossima vita e, questa volta,
commetterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile,
e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni
di Colui Che Perdona".

"Ma che cosa farai", domandò la Piccola Anima,
leggermente a disagio, "da risultare tanto tremendo?"
"Oh", rispose l'Anima Amica strizzando l'occhio,
"ci faremo venire qualche bella idea".

Poi soggiunse a voce bassa:
"Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa".
"E quale sarebbe?"
"Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare
a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa.
Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono.
E quindi, ti chiedo in cambio un favore."

"Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!" gridò la Piccola Anima,
che intanto ballava e cantava.
"Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!"
Poi si rese conto del silenzio dell'Anima Amica e allora chiese:
"Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo,
sei così disponibile ad accontentarmi!"

"E' naturale che sia un angelo!" li interruppe Dio.
"Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre:
Io vi ho mandato solo angeli."

A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio
di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:
"Che cosa posso fare per te?"
"Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell'attimo in cui commetterò
la cosa peggiore che tu possa immaginare,
in quello stesso istante …"

"Si? Si…"
"Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà",
concluse l'Anima Amica gravemente.
"Oh, ma lo farò!" esclamò la Piccola Anima, "lo prometto!
Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!"

"Bene", commentò l'Anima Amica, "perchè, vedi, dopo che
avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato Chi Sono.
E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo
per un sacco di tempo.
Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare
Chi Sei, e saremo perduti entrambi.
E allora avremmo bisogno di un'altra anima che venisse
in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo."

"No, questo non accadrà!" promise la Piccola Anima.
"Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono:
l'opportunità di provare Chi Sono."

Quindi, l'accordo fu fatto.
E la Piccola Anima andò verso una nuova vita,
felice di essere la Luce e raggiante per la parte
che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.

Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare
questa esperienza per ringraziare l'anima che
con il suo amore l'aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita,
ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare
gioia o tristezza –specialmente tristezza-
ricordava quello che aveva detto Dio.

"Rammentatelo sempre",
aveva affermato con un sorriso,
"Io vi ho mandato solo angeli".

La piccola anima e il sole
Non avere paura del buio, ti aiuterà a trovare la luce
di Neale Donald Walsch
(Sperling & Kupfer Editori)

venerdì 4 aprile 2008

La mia famiglia

"Mi piaci tu e con te quello che ti circonda, mi piace farmi circondare da quello che ti circonda..."
Questa è la (mia) ideale definizione di famiglia.

Porto in me lo sguardo dolce e folle di mia madre, la pigrizia e la compassione di mio padre, la tenacia cieca, la depressione, l'insicurezza e la forza delle mie zie.
Ma la Vita mi ha portato a costruire un legame inscindibile con un uomo estraneo a ogni rivendicazione genetica.
Ho infagottato il mio bel pacchettino di eliche di dna, me lo sono caricato sulle spalle e ho trascorso la vita avvolta in un bozzolo straniero.
Per questo la mia famiglia non ha confini o gerarchie di parentela.
Io mi sento a Casa ogni volta che amo lasciarmi circondare dalle braccia e dal mondo di chi mi sta di fronte.

giovedì 3 aprile 2008

Il lettino del parrucchiere

Una mattina L'Orchidea tagliò i capelli al Grande Principe.
Riccioli scuri caddero per terra come semi. Mentre riccioli di fumo si alzavano densi nell'aria pesante insieme al rumore metallico delle forbici, batteria fuori tempo di Holly Johnson.

Freud associa i capelli ai pensieri. Capelli lunghi = pensieri antichi.
Nei sogni i capelli che stringono la gola sono pensieri soffocanti. Quando spazzoli i capelli accarezzi i pensieri, quando li tagli alleggerisci il rimuginio mentale.
Forbici contro la paranoia.
In pratica il parrucchiere è un analista. E costa meno. (A meno che tu non voglia anche i colpi di sole, che allora quelli son veri e propri colpi di luce, accelerazioni di coscienza che vanno pagate con un extra adeguato...)
Insomma dal parrucchiere al posto delle poltroncine ci dovrebbero essere dei lettini: ti sdrai, ti fai tagliare i capelli e ti alzi libera dal loop mentale, che si è sfaldato insieme ai ciuffi bagnati.

Forse allora raparsi aiuta a vivere nel qui e ora... Non so se riuscirei mai a farlo. Ho la testa a punta e rapata sembrerei un alieno o una melanzana. Chissà forse un giorno provo, poi giro per settimane con intriganti foulard colorati in testa. La gente si chiederebbe: alopecia, chemioterapia, buddismo?
Mah... per ora li lascio lunghi e sciolti, liberi di espandersi. Come i pensieri di queste settimane, che mi fanno sentire bene.

mercoledì 2 aprile 2008

Dilemmi

Quando c'è in tavola il pane fresco è meglio onorarlo e mangiarlo oppure è meglio finire quello vecchio per non buttarlo?
Quando scatta l'arancione e sei quasi al margine dell'incrocio è meglio frenare o accelerare?
E' meglio il primo o il secondo spettacolo, la piadina o le tigelle, Veltroni o Berlusconi?

Mah... tertium non datur.
Ma a volte sì
http://www.perilbenecomune.net/Home.html

martedì 1 aprile 2008

Mamma ti voglio bene

Ieri per la prima volta dopo 9 anni sono andata al cimitero a trovare mia mamma. Ero con mia sorella.
Arriviamo nella pace di Castelvetro con tulipani rossi del mio magico terrazzo e un mazzo di fiori gialli raccolti nei campi lungo la strada. Ma la nostra felicità e la nostra fierezza si infrangono di fronte al cancello di ingresso.
Chiuso.
Stupite e deluse torniamo in macchina. Mentre facciamo manovra adocchio un camion di giardinieri che sta entrando dal cancello laterale. Corro incontro a quel deus ex machina tenendo i tulipani rossi in una mano e agitando l'altra in un plateale gesto 800esco. "Fateci entrare" grido ai nostri salvatori. Che in effetti ci fanno entrare. Super! Uniche ospiti di quell'incantevole e silenzioso cimitero nel verde.
Iniziamo la ricerca. Dopo 9 anni avevamo solo un vago ricordo di dove fosse la mamma. Loculo a parete, prima o seconda fila da terra. Foto in bianco e nero sulla lapide.
Giriamo più di un'ora. Niente. Rifacciamo il giro, sfiliamo di nuovo davanti a decine e decine di nomi, angeli, croci, date, dediche... Incredibili le cose che ci sono scritte e appese sulle tombe, bisognerebbe farci uno studio sociologico, perchè credo che lì venga fuori il meglio di noi. Forse per questo mi piacciono tanto i cimiteri.
Beh... Niente, non la troviamo. Allora ci emergono alla mente le domande più assurde: "L'hanno spostata" "Hanno trafugato il corpo"... In mezzo al delirio si accende un barlume di lucidità: telefoniamo a nostro fratello... "Non è sepolta a Castelvetro, è sepolta a Solignano".
Abbiamo sbagliato cimitero.
Finora avevo sbagliato treno, orario, una volta corsia, metrò e uomo. Cimitero mai.

In questa vicenda ci ho visto un grande insegnamento: quando i cancelli sono chiusi è inutile sforzarsi per farceli aprire... Quando i cancelli sono chiusi significa che quella non è la strada giusta.
Grazie, mamma.

Note di una notte

"a volte mi commuovo quando penso a..."
"entrare nel dolore con la stessa disinvoltura con cui entriamo nell'amore"
"la paura va vissuta"
"amore è convivere su un altro livello"
"amore è al di là dello spazio, del tempo. amore basta a se stesso, vive e si nutre anche della perfezione di un ricordo. amore non ha bisogno del riscontro dell'altro"
"siamo creati per essere soli"
"si possono vivere distanze incolmabili dentro lo stesso letto, distanze di sentimento, di emozione, ben più vaste di 9 ore di volo o di 1500 € di biglietto aereo"
"vivo il distacco con serenità"

io mi chiedo perchè non ricordo altro. vorrei registrare ogni sua parola, per riascoltarla e risentirla vibrare nel cuore finchè non ne avrò assimilato ogni impercettibile suono. e invece ricordo sempre solo brandelli. sono già sfuggiti alla consapevolezza concetti che mi hanno arato l'Anima solo poche ore fa.
forse è il vino? no, perchè con Lui è sempre così.
la sua voce parla a una Me profonda, così interna che poi non riesco più a ricontattarla. Lui parla al mio Sé e quando l'Ego torna le sue parole sfuggono al mio ricordo come saponette.
come è possibile che ore di parole si riducano nella mia coscienza a questi pochi brandelli? non ricordo non ricordo non ricordo.
Lui dice che tutto mi tornerà in mente, quando mi servirà.
E io mi fido.